SCLOCCO: L’OSPEDALE DI PENNE NON PUO’ MORIRE

1 settembre 2010
Penne: A margine di un incontro sindacale con i dipendenti dell’ospedale
di Penne, tenutosi ieri mattina nella sala delle assemblee, la Consigliera regionale Marinella
Sclocco, (membro della V commissione Sanità), accompagnata dal primo
cittadino Donato Di Marcoberardino, dall’assessore Gabriele Pasqualone e
dal Capo sala del reparto di Pronto soccorso Roberto Di Fabrizio _(nella
foto)_ ha visitato l’intera struttura del presidio vestino. Particolare
attenzione è stata rivolta alla struttura delle AFO (Assistenza Fuzionale
Ospedaliera), che a tutti gli effetti cerca ( tra numerose difficolta’) di
espletare i servizi di quattro importanti reparti: la Chirurgia,
l’Ortopedia, l’Otorinolaringoiatria, l’Oculistica. “ben conosco le
pregiate competenze dei professionisti li impegnati”, dichiara la consigliera
Sclocco, ” e l’idea che presto una struttura, che oggi serve un bacino
d’utenza di 52.000 abitanti, che ha eseguito dai 14.000 ai 16.000
interventi di pronto soccorso negli ultimi 2 anni, ai quali sono seguiti
più di 4.500 ricoveri, debba essere destinata a “MORIRE” mi convince
sempre più della necessità di porre in essere ogni tipo di opposizione
possibile al Piano Operativo di rientro appena varato dal commissario
Chiodi. Il diritto alla salute dei 52.000 abitanti della zona vestina, va
tutelato al pari di quello dei residenti in zona metropolitana.  Ho
apprezzato molto le AFO, e ritengo siano uno strumento importante e
adeguato alla cura di certe patologie, ma personalmente ho potuto
constatare che in questo presidio andrebbero rese più funzionali, gli
andrebbero dedicati ulteriori spazi, che per giunta nella struttura di
Penne sono già disponibili, invece di madarli volutamente (?) in disuso
forse al fine di giustificarne la chiusura definitiva. Torno a
sottolineare la mia particolare attenzione ai reparti di rianimazione che il piano
operativo chiude in due presidi su tre in provincia di Pescara (Penne e
Popoli) creando anche diffidenza e insicurezza nell’utenza, che col tempo
sarà costretta a rivolgersi esclusivamente alla struttura di Pescara che
andrà presumibilmente in sofferenza, col risultato di una assistenza
sanitaria sicuramente non eccellente, al contrario che non rispetta il
diritto alla salute.” Il Sindaco Di Marcoberardino ha annunciato , nel
corso dell’incontro sindacale, un consiglio straordinario sul tema, al
quale saranno invitati il direttore generale Claudio D’Amario e il sub
commissario Giovanna Baraldi redattrice del Piano Operativo. In quella
sede si cercherà di fare luce sulle diverse ombre che il piano stesso getta sul
presidio di Penne, sulle professionalità li impegnate e sulla salute della
cittadinanza. “Sarò presente ai lavori del consiglio Comunale
straordinario – conclude la Sclocco – e invito tutto il presonale medico e
paramedico, tutti gli operatori a prendervi parte per manifestare il loro
dissenso, il loro NO alla morte dell’Ospedale di Penne.”     

SCLOCCO: Tagli alla sanità nella Provincia di Pescara.

4 agosto 2010

Domani in provincia si svolgerà un consiglio straordinario sull’argomento, nella speranza che serva a far luce sulle numerose ombre di questo piano sanitario mi preme sottolineare che le modalità con le quali, ha a tutti gli effetti, preso il via l’iter del piano sono un’offesa all’intelligenza dei cittadini della nostra Regione e all’intelligenza dei sindaci che in definitiva sono i loro veri interlocutori.

Quello che si è rappresentato mercoledì scorso  a L’Aquila è stato uno spettacolo a dir poco sconcertante.

I Sindaci, in quella sede, non sono stati ascoltati per rinviati a tavoli di lavoro che, una volta attuato il piano sanitario, nelle modalità espresse anche in commissione sanità il giorno seguente dal Commissario Chiodi,   non consentirà più alcun passo indietro.

Domani, essi avranno la possibilità di dar voce  e difendere un territorio già ferito dal sisma del 6 aprile 2009 e dalla crisi economica e occupazionale. Cercheranno  forniranno all’assise provinciale tutti i dati relativi alla nostra provincia, che ahimè vedrà scomparire lentamente le realtà ospedaliere di Popoli e Penne.

Questi perderanno ad esempio  la “terapia intensiva”. Quindi la chirurgia.

Resterà solo Pescara che con 2 chirurgie (oggi)  espleta interventi al pari dell’Ortopedia e Chiurgia di Popoli.
I pronto soccorso di questi 2 ospedali in realtà si trasformeranno presto in centrali di smistamento, fin quando nessuno più ci si rivolgerà.  Per non parlare dei problemi legati alle distanze e quindi al disagio dei pazienti stessi che si vedranno costretti a veri e propri  pellegrinaggi anche per interventi di minor importanza.  Il Presidente Chiodi ha dichiarato che nel suo piano sono previsti tagli anche ai  privati pari al 18% . in realtà essi rappresentano 120 posti letto e  contestualmente ne taglia 800 al pubblico.

Ma è giusto trattare al pari, o addirittura peggio, il pubblico rispetto al privato?

Questa è purtroppo la strada  che ci accingiamo a  percorrere con l’attuazione del piano sanitario.

Domani se i lavori del Consiglio Regionale me lo permetteranno ci sarò, parteciperò al Consiglio Provinciale a dar  forza ai sindaci del mio territorio nella battaglia a difesa del diritto alla salute.

Consigliere Regionale PD

Marinella Sclocco

SCLOCCO: Apprezzamento approvazione emendamento finanziamento trasporto disabili

4 agosto 2010

La consigliera regionale, MARINELLA SCLOCCO, insieme a tutto il gruppo regionale del PD, esprime profonda soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento da lei presentato in merito al rifinanziamento, di un importo pari a 422mila euro, del contributo provinciale per il servizio di trasporto delle persone disabili.

“E’ una vittoria dell’intero mondo del sociale – sostiene la consigliera – che mi riempie di gioia. Ho voluto fortemente l’approvazione di tale emendamento vista la difficoltà che giornalmente le famiglie delle persone disabili sono costrette ad affrontare e, soprattutto, per evitare che i sacrifici vengano fatti sempre da coloro che hanno più bisogno. Inoltre,  ringrazio tutto i consiglieri che hanno voluto appoggiare questa mia iniziativa vista la sua importanza e il suo valore sociale.”

SCLOCCO: GLI AMBTI SOCIALI AL COLLASSO. LA REGIONE PAGHI SUBITO

4 agosto 2010

“Anticipare i fondi Fas per sostere il Piano sociale”, così oggi in conferenza stampa il consigliere regionale Pd Marinella Sclocco ha annunciato due emendamenti alla variazione di bilancio regionale.

Saranno infatti presentati dall’opposizione nella seduta del Consiglio regionale due emendamenti alla variazione di bilancio, la prima delle quali proprio ispirata dalle parole della Sclocco.
Il problema è emerso dalla denuncia degli Ambiti territoriali sociali sparsi nella regione: “Il Piano sociale sarebbe dovuto uscire a dicembre: siamo ad agosto e non si sa ancora niente. I Comuni non sanno, quindi, quali servizi saranno prorogati e come fare a dare continuità a quelli già vigenti, dato che le loro casse sono vuote e i fondi regionali e statali non arrivano”, ha dichiarato il consigliere Pd.
Delicata la situazione , spiegata da alcuni rappresentanti degli Ambiti di Roseto, Città Sant’Angelo, Lanciano e Valle del Giovenco, La Maieletta, Fossacesia: operatori che tirano avanti senza stipendi da dicembre e perfino settembre scorso, costretti, quindi, a far venir meno servizi essenziali di assistenza a disabili, anziani, minori e persone in estrema povertà.
La crisi c’è per tutti e alle cooperative manca, ora, anche il supporto di quelle banche che, se prima lo facevano, ora non anticipano più un euro.
“Il Piano sociale deve essere cambiato al più presto”, continua la Sclocco, “manca soprattutto una integrazione socio-sanitaria che sarebbe l’ideale in termini economici, ma anch in termini di salute”. Una realtà poco rosea; per il Piano sociale sono previsti stanziamenti di fondi per 10 milioni di euro dalla Regione, e 18 milioni di euro dallo Stato. “Per il 2009 la quota regionale è arrivata solo a 2 milioni con qualche variazione in entrata, e quella statale a 12, mentre per il 2010 il bilancio prevede 7 milioni dalla Regione e 4 milioni dallo Stato. Un 2009 da sanare e un 2010 tutto ancora da pagare”, spiega ancora Marinella Sclocco.
La soluzione proposta dalla Sclocco e dal Pd in emiciclo è anche il ricorso all’anticipazione dei fondi Fas: “l’assessore Gatti aveva previsto una quota di questi per il Piano, ma i fondi sono stati impugnati. Mi auguro che domani ci sia la condivisione e il voto per destinare lo stesso trattamento per dei servizi ben più essenziali”.
Il secondo emendamento, sempre a carattere sociale, riporta in campo la questione del trasporto e dell’assistenza ai disabili, benché di competenza delle Provincie. Sclocco propone: “un aumento di 600mila euro per i trasferimento alle Provincie, rastrellandoli da contributi vari destinati originariamente ad iniziative culturali, sportive e  cinematografiche”.

                                                                        Marinella Sclocco

COMUNICATO STAMPA: “Legge IPAB: Sclocco chiede un coinvolgimento di tutti”

20 luglio 2010

 Domani, all’ordine del giorno della V Commissione consiliare regionale, ci sarà  la discussione del testo di legge unificato “Riordino delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB) e disciplina delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (ASP)”, ovvero la riorganizzazione di asili, case di riposo e centri per disabili che offrono servizi sociali essenziali ai cittadini della nostra regione.

“In seguito a diversi confronti avuti con esperti del settore e le IPAB esistenti, ho provveduto a presentare 31 emendamenti – sostiene la consigliera regionale M. Sclocco – finalizzati a migliorare, arricchire e potenziare la proposta di legge regionale, ma soprattutto a garantire una maggiore partecipazione dei Comuni durante e dopo il processo di trasformazione delle IPAB, a far coincidere la costituzione delle ASP con gli ambiti sociali territoriali per assicurare una migliore organizzazione ed efficienza dei servizi erogati su tutto il territorio regionale e ad assicurare che la nomina dei presidenti delle future ASP non sia riservata solo ed esclusivamente all’Assessore regionale alle Politiche Sociali.“

“Inoltre, ho interessato tutti i capigruppo di maggioranza per far si che la discussione e l’approvazione del progetto di legge avvenga in uno spirito di reale collaborazione tra i diversi gruppi regionali in modo da ottenere il miglior risultato possibile per il nostro territorio. E’ questo – conclude la Sclocco – l’ennesimo tentativo finalizzato a trovare una mediazione per risolvere i problemi dei cittadini abruzzesi in maniera propositiva, evitando politiche di ostruzionismo poco utili per il nostro territorio“

INTERPELLANZA Residenza Sanitaria Assistita di Cepagatti

5 luglio 2010

 

Il Consigliere Regionale Marinella Sclocco 

Premesso:

- che la struttura della Residenza Sanitaria Assistita di Cepagatti ha ricevuto un  cofinanziamento della ASL di Pescara e della Regione Abruzzo pari a 5milioni di lire per la sua realizzazione;

- che tale struttura è stata inaugurata nel 2004;

CONSIDERATO:

- che la struttura perversa in una situazione di totale abbandono tale da mettere a repentaglio il suo futuro utilizzo;

- che tale struttura potrebbe garantire un utile servizio a tutta la collettività in materia di assistenza pubblica;

 

Tutto ciò premesso,

INTERPELLA 

il Presidente della Giunta Regionale dott. Giovanni Chiodi e l’Assessore competente dott. L. Venturoni, per conoscere:

  1. quali provvedimenti la Regione Abruzzo intende intraprendere affinché venga resa funzionante la struttura di Residenza Sanitaria Assistita di Cepagatti;
  2. quali siano i tempi certi entro i quali la Regione Abruzzo può realizzare provvedimenti atti alla risoluzione del problema.

Il Consigliere Regionale

Marinella Sclocco

 

QUESTION TIME Riqualificazione Ex Cofa – Pescara

10 giugno 2010

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

La sottoscritta Consigliera Regionale Marinella Sclocco,

Premesso:

-       che la struttura dell’ex COFA, il vecchio mercato ortofrutticolo del lungomare Papa Giovanni XXIII di Pescara, è in stato di abbandono da circa sei anni;

-       che la struttura, situata in una zona ormai strategica per la città di Pescara, continua ad imperversare in una situazione di degrado.

Considerato:

-       che la Regione Abruzzo aveva già avviato le trattative per la vendita dell’area ex COFA al Comune di Pescara;

-       che anche la Camera di Commercio della provincia di Pescara aveva manifestato l’interesse per l’acquisto dell’area e la conseguente riqualificazione

Rilevato:

-       che è necessaria ed urgente la riqualificazione dell’area per garantirne la sua valorizzazione a vantaggio dell’intera città;

-       che è necessario proseguire con i lavori di messa in sicurezza della struttura finalizzati allo smantellamento della tettoia in cemento amianto pericolosa per la salute dei cittadini

INTERROGA 

il Presidente della Giunta Regionale dott. Giovanni Chiodi e gli Assessori delegati dott.ssa Daniela Stati e dott.ssa Federica Carpineta

  1. per conoscere quali iniziative il Governo regionale intende assumere per procedere alla vendita dell’area ex COFA di Pescara in modo da poterne garantire l’immediata riqualificazione e per garantire la rimozione dell’amianto presente nella struttura, pericoloso per la salute umana.

Il Consigliere Regionale 

 Marinella Sclocco

Ordine del Giorno Gruppo Regionale PD. Acqua, bene comune. Mantenimento pubblico dei servizi locali ad interesse sociale.

10 giugno 2010

Premesso che

la gestione del servizio idrico integrato in Italia è attualmente normata dall’Art. 23 bis della Legge. 133/2008 che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all’ingresso di privati;
che in base alla suddetta legge era comunque data facoltà alle amministrazioni locali e ai loro consorzi di poter esercitare questa gestione attraverso società interamente pubbliche e sulle quali l’ente locale o il consorzio esercitasse un indirizzo e un controllo come se si trattasse di un suo ufficio interno o una municipalizzata;
il recente Art. 15 del D.L. 135/2009, che ha modificato l’Art. 23Bis, muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici, ivi compreso quello integrato per la raccolta dei rifiuti, prevedendo:
- affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa, a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%;
- la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubblica, controllate dai comuni (in essere alla data del 22 agosto 2008) alla data del 31 dicembre 2011;

- la cessazione di tutte le restanti modalità di affidamento al 31 dicembre 2010, ivi compresi gli affidamenti diretti a società con capitale sociale nella totalità pubblico.

Valutato che con questa legge:

si smantella l’impianto e l’ispirazione riformatrice della 36/94 (legge Galli) eludendo del tutto il tema, oggi presente nel dibattito internazionale, del profilo pubblico connaturato alla gestione delle risorse idriche e riducendone la complessità della materia solo all’affidamento della gestione;

si disattende all’impostazione federalista poiché toglie ai territori la possibilità di scegliere il proprio modello gestionale;

il settore idrico è un settore ad alta intensità di capitale e con tempi di immobilizzo lunghi non conciliabili con la sola logica del profitto per cui gli oneri non remunerativi rimarranno a carico della collettività: si socializzano i costi e si privatizzano i guadagni ponendo in secondo piano la qualità del servizio e degli investimenti da realizzare a scapito dell’intera collettività.

Ritenuto che


- la privatizzazione dell’acqua sia un epilogo da scongiurare, per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, perché espropria l’acqua potabile dal controllo degli Enti locali e dei cittadini e consegna il bene comune “ acqua” al mercato, con tutte le ripercussioni sociali che questo può generare;

- con l’approvazione della legge i Consigli Comunali ed i Sindaci eletti dai cittadini saranno espropriati dalla gestione dell’acqua potabile, avviando così la mercificazione di un bene essenziale per ogni essere vivente contrariamente ai valori che sempre di più si vanno affermando anche a livello internazionale;
- l’acqua è un bene comune essenziale per la vita di ogni uomo, un diritto umano universale che non può divenire risorsa esclusiva e che pertanto il servizio idrico dovrebbe essere dichiarato privo di rilevanza economica;

- non è l’Europa ad imporre la privatizzazione del servizio idrico;
- due diverse risoluzioni del Parlamento Europeo affermano il principio che l’acqua è un “bene comune dell’umanità” mentre gli organismi della U.E. hanno più volte evidenziato che “alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza”;

-  le Istituzioni (Stato, Regioni, Comuni) hanno la libertà e l’autonomia di scegliere se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a altro Ente (pubblico, privato), in piena legittimità e coerenza con le vigenti direttive europee sui servizi pubblici locali.
- è fondamentale mantenere un assetto dei servizi pubblici locali che ne incentivi una sempre crescente qualificazione e che sappiano garantire servizi di qualità, un ambiente sostenibile, diritti per cittadini e per i lavoratori, a tariffe eque.
-gli organismi dell’UE hanno a più riprese evidenziato che “alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza” e, quindi, che la gestione dei servizi pubblici locali non deve necessariamente sottostare alle regole del mercato interno e le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) hanno la libertà di scegliere “se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”.

Ritenuto inoltre che

- il progetto di legge n. 82/09 (Giunta Regionale D.G.R. n. 628 /C del 02 11 2009 ) della Regione Abruzzo recante ”Norme in materia di Servizio Idrico Integrato della Regione Abruzzo” prevede la eliminazione degli enti d’ambito previsti in ogni provincia per sostituirli con un solo organismo che raggrupperà gli oltre trecento comuni abruzzesi;

- tale provvedimento provocherà una esautorazione dei poteri dei Comuni favorendo la concentrazione  di poteri alla Regione Abruzzo e all’Ato unico regionale;

-i Comuni si vedranno privati delle numerose funzioni prima di competenza  in particolare :

  • organizzazione dell’attività di ricognizione delle opere di adduzione, di distribuzione, di fognatura e depurazione esistenti;
  • approvazione del programma degli interventi e del piano tecnico-finanziario per la gestione integrata del servizio idrico;
  • scelta della forma di gestione del servizio;
  • affidamento del servizio idrico integrato a gestori;
  • determinazione della tariffa del servizio idrico integrato;
  • attività di controllo e vigilanza sui servizi di gestione.

Tutto ciò premesso e considerato,

Il Consiglio (regionale, provinciale, comunale)

nella consapevolezza che nei Paesi dell’Unione Europea, dopo diversi tentativi di privatizzazione di alcuni servizi pubblici locali e aver constatato l’abbassamento della qualità dei servizi ed un vertiginoso incremento delle tariffe, si è registrata una decisa e ferma inversione di marcia e la ripubblicizzazione degli stessi, nonché la conseguente nascita di soggetti economici che rappresenteranno i veri concorrenti e/o acquirenti dei servizi:


1.Riconosce il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico e, conseguentemente, impegna la Giunta affinché tale riconoscimento sia riportato in tempi rapidissimi nell’ambito dello Statuto così come hanno fatto e stanno facendo in numerosi Comuni italiani;
2.Riconosce il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e si impegni ad inserire questo principio nel proprio Statuto in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, la cui gestione va quindi attuata attraverso un Ente di Diritto pubblico;

3.Dà mandato al………..affinché intraprenda tutte le azioni opportune al fine di contrastare i provvedimenti previsti dall’ art. 23bis Lg. 133/2008, come modificato dal’Art. 15 D.L 135/2009, che condurranno alla messa a gara della gestione del servizio idrico integrato e lo invita a relazionare sull’argomento alla prima occasione utile;

4.Invita i parlamentari abruzzesi ad operare il riconoscimento dell’acqua come diritto umano universale e , pertanto, a garantirne il libero accesso mantenendo lo status del servizio pubblico locale privo di rilevanza economica;
5. Dà mandato al……….affinché intraprenda tutte le azioni opportune al fine del mantenimento pubblico dei servizi erogati dagli attuali Enti d’Ambito;

IMPEGNA INOLTRE

(Il Presidente della Regione, Il Presidente della Provincia, Il Sindaco)

1.    a invitare la Regione Abruzzo a modificare il disegno di legge n. 82/09 riconoscendo il Servizio Idrico Integrato come un servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica e, come tale, non soggetto alla disciplina della concorrenza ma rientrante nella competenza esclusiva della Regione (art. 117 Cost.) che deve essere gestito con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale dei Comuni Abruzzesi organizzati ciascuno nei propri ambiti provinciali;

2.    a riaffermare, attraverso ogni proposta gestionale e di principio la titolarità dei Comuni ad esercitare il potere di indirizzo, di controllo e di determinazione del piano tariffario, in coerenza con il riconoscimento del principio dell’acqua come diritto umano essenziale;

3.    a dichiarare il servizio idrico privo di rilevanza economica;

4.    a promuovere l’affidamento del servizio idrico integrato con modalità “in-house” a società a totale capitale pubblico così come previsto dalla vigente normativa europea utilizzando anche i criteri sanciti nello schema di decreto del Presidente della Repubblica del 12 dicembre 2009 recante regolamento di attuazione dell’art. 23 bis del d.l. n. 112/2008, convertito con modificazioni,  dalla Legge. n. 133, ss.mm., in materia di servizi pubblici locali;

5.    a promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica attraverso le seguenti azioni: informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l’acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali, e promozione dell’uso dell’acqua dell’acquedotto a scapito del crescente uso delle acque minerali.

6.    a inviare la presente delibera al Presidente della Giunta Regionale e all’Assessorato Regionale alla Gestione del Servizio Idrico integrato (per Comuni e Province).

REGIONE. ZONE FRANCHE, DOMANI IL RISCHIO SVUOTAMENTO

10 giugno 2010

SCLOCCO: «DOPO  LE TASSE, ORA ANCHE GLI SCIPPI»
La consigliera regionale Pd: «I parlamentari abruzzesi votino i nostri emendamenti»
 
«Domani l’Abruzzo rischia di essere privato nei fatti delle zone franche urbane. Dopo le nuove tasse come il pedaggio sull’Asse attrezzato, dopo la ulteriore penalizzazione dell’Abruzzo per la manovra fiscale, ecco un altro regalo dal centrodestra abruzzese». Lo denuncia Marinella Sclocco, consigliera regionale del Partito democratico. «Domani il parlamento discuterà delle zone franche urbane con una modifica sostanziale: non ci saranno più sgravi per le imprese che scelgono di investire nelle zone degradate, ma solo un piccolo plafond a disposizione dei sindaci. Il Pdl» denuncia Sclocco «pensa così di risolvere la crisi economica delle periferie facendo aprire un paio di negozi: sul campo ci sarà invece un pacchetto di emendamenti del Pd che puntano a ridare alle zone franche urbane la dimensione di uno strumento irripetibile per la creazione di imprese e di occupazione. Per questo mi appello da abruzzese a tutti i parlamentari eletti in questa regione: votino gli emendamenti del Pd, perché l’Abruzzo viene già fortemente penalizzato dalle scelte del governo Berlusconi e questo ulteriore scippo non possiamo permettercelo».

Viaggio nel mondo sociale della Consigliera Regionale M. Sclocco

10 giugno 2010

Viaggio nel mondo del sociale è un’iniziativa ideata dal gruppo regionale del Partito Democratico nella persona della Consigliera Regionale Marinella Sclocco delegata alle politiche sociali. Tale iniziativa si sta già concretizzando attraverso l’invio di 650 lettere alle associazioni regionali che operano in ambito socio sanitario e della sicurezza sociale. Nella lettera si annuncia la volontà di visitare personalmente tutte le strutture sociali regionali con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sulle enormi difficoltà che gli operatori affrontano ogni giorno insieme ai loro assistiti ai quali, spesso, assicurano assistenza in totale solitudine e in un regime di ristrettezze economiche gravi.

L’iniziativa sarà un momento di conoscenza e di confronto utile a stabilire un contatto permanente e un monitoraggio in continuo aggiornamento delle diverse situazioni territoriali per potere essere tramite e portatore delle istanze degli operatori, degli assistiti e delle famiglie.

In particolare verranno affrontati i temi sociali prioritari per l’agenda politica regionale quali il ritardo nella realizzazione del nuovo Piano Sociale Regionale, la mancata integrazione socio-sanitaria e, quindi, il mancato avvio del Piano socio-sanitario, il deficit esistente per le annualità 2009-2010 e la mancata copertura finanziaria regionale, l’assenza di una legge quadro regionale in materia di politiche sociali ed il ritardo nell’applicazione della legge sugli accreditamenti.

Occuparsi di questi temi, soprattutto in momenti di difficoltà economica generalizzata dove i più deboli rischiano di pagare il prezzo più alto, vuol dire lavorare per una Regione più giusta, più civile che vede tutti impegnati nel costruire il bene più prezioso: il senso di essere una comunità.